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mercredi 23 juillet 2014

Singapore: metropoli crocevia del Sud-est asiatico

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Michele Caracciolo di Brienza / TàG Presse +41 / La Stampa

Un cappello di panama, un vestito di lino beige chiaro e abbastanza sete per cercare un Singapore sling, mitico cocktail di queste zone. Inventato alla fine dell’Ottocento, lo sling è composto di gin, cointreau, succo di lime e d’ananas e il posto migliore dove trovarlo è il Raffles hotel di Singapore, uno degli alberghi più belli dell’isola. E’ stato fondato 125 anni fa ed è uno degli esempi dell’eredità coloniale di quest’isola straordinaria. All’ingresso un sikh con turbante e baffoni accoglie gli ospiti aprendo la portiera dell’automobile. Uno sling è perfetto anche dopo aver degustato per cena un granchio al pepe nero, una delle prelibatezze della cucina di Singapore.

Un altro albergo degno di nota è il Marina Bay Sands. Terminato nel 2012, è composto di tre edifici che sostengono una sorta d’imbarcazione gigante dove si trova una delle piscine più scenografiche del mondo. Nella zona di Marina Bay c’è anche una statua del Merlion, simbolo di Singapore, creatura metà leone e metà pesce. Il toponimo Singapore deriva dal sanscrito e vuol dire proprio “città del leone”.

Singapore è, di fatto, una città stato. C’è il quartiere cinese, indiano e malese. Il tempio Thian Hock Keng nel quartiere cinese è uno dei più vecchi della città. Fondato nel 1839, è sempre stato visitato da immigrati cinesi che rendevano omaggio a Mazu, la dea taoista del mare, per avere un viaggio sicuro. In questo tempio vi è la tradizione particolare di bruciare oggetti di carta, soldi finti, abiti e anche cibo finto affinché i defunti possano riceverli nell’aldilà.


Il giardino botanico di Singapore merita una visita. In quest’isola ci sono oltre 200'000 varietà di piante, un numero superiore rispetto a tutto il Nord America. La palma rossa è il simbolo del giardino botanico. L’arcipelago ha cinquantotto isole in totale. La metropoli tropicale abbina alberi di queste latitudini con grattacieli in vetro e acciaio, sedi di grandi banche internazionali.
L’aeroporto di Singapore è il più grande del Sud-est asiatico. Solo nel 2012 sono da qui transitati cinquantuno milioni di passeggeri. Da sempre quest’isola è uno snodo aereo e navale nelle rotte asiatiche.

Oggi la popolazione di Singapore supera di poco i cinque milioni. Si parla inglese e tutte le lingue delle varie etnie presenti sull’isola. Singapore è un crogiuolo di culture: cinese, malese, indiana ed europea. Ogni comunità offre una prospettiva dal punto di vista gastronomico. Da un villaggio di pescatori, dopo la Seconda Guerra Mondiale, Singapore è diventata indipendente e florida. Un serie di politiche economiche efficaci e di efficienza amministrativa sono state tuttavia abbinate ad un sistema politico “parzialmente libero”, come definito da Freedom House, ONG statunitense che compie studi sullo stato della democrazia e del rispetto dei diritti umani in tutti i paesi del mondo.


L’arcipelago ha una superficie totale di oltre 700 Km², facendo così di Singapore uno dei più piccoli paesi al mondo e nella regione. Sebbene sia un piccolo stato, Singapore ha un’economia florida dovuta anche alla sua posizione strategica tra Malesia e Indonesia. Una società multietnica con moltissime cose da vedere a Chinatown, Little India e Kampong Glam, il quartiere musulmano, oltre ai luoghi che rievocano il periodo coloniale inglese oppure che proiettano il visitatore nell’avanguardia dell’architettura e della modernità. Oriente e occidente si fondono in questa piccola isola di fronte la Malesia in modo interessante.

Michele Caracciolo di Brienza


Informazioni utili:
Ufficio del turismo di Singapore: www.yoursingapore.com
Hotel Marina Bay: www.marinabaysands.com
Orto botanico di Singapore: www.sbg.org.sg

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mercredi 21 mai 2014

Il Savini, tra tradizione e innovazione culinaria in Galleria Vittorio Emanuele

Il salotto di Milano si sa è la Galleria Vittorio Emanuele II. Librerie, argentieri e griffe dell'alta moda insieme ad uno dei ristoranti piu' noti della capitale economica d'Italia. Il Savini è noto non solo per la collocazione centralissima, ma anche per scelte di menu' alla continua ricerca dell'eccellenza.

Milano, Michele Caracciolo / TàG Presse +41

La Galleria Vittorio Emanuele II a Milano è oggi un luogo turistico. Turistico sì, ma con delle eccellenze tutte italiane come, ad esempio, Prada e il ristorante Savini. Il de hors è cosmopolita e rara è la presenza d’italiani. I russi e gli americani e i giapponesi danarosi si trovano per degustare portate ispirate alla tradizione culinaria milanese. Si comincia per esempio con un antipasto di prosciutto e mozzarella di bufala per poi passare a un delicatissimo ossobuco con risotto allo zafferano, quel cavallo di battaglia della cucina lombarda, piatto popolare e ricco di carboidrati e proteine ma rivisitato e presentato magnificamente. Si conclude la colazione con un assaggio di cheesecake dorato con marmellata di lamponi. Al piano superiore una vasta sala per banchetti e in fondo sulla sinistra c'è il mitico tavolo 7. Una finestra tonda con la vista sul centro della galleria fece di questo tavolo riservato il luogo preferito da Maria Callas per cenare dopo le recite a La Scala. Il piano superiore è stato oggetto alcuni anni fa di una ristrutturazione importante. E' stata eliminata una pomposa moquette rossa per lasciare spazio a un pavimento fresco. Alle pareti quadri e collage del futurista Filippo Tomaso Marinetti.

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Dabbene, tre generazioni di argentieri in Largo Treves, Milano.

 

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Qui sopra nella foto i due fratelli Dabbene a sinistra e a destra la terza generazione di argentieri.

La borghesia milanese non puo' che essere grata all'argentiere Dabbene. Oggi questa bottega artigiana ha uno show room che spazia dai pezzi piu' classici in argento del Settecento fino agli oggetti dal gusto piu' moderno come un magnifico vassoio in argento e tec che ricorda il ponte di una barca, design unico dei Dabbene. Straordinarie le padelle in argento per ricette specifiche narrate dai piu' grandi ristoratori italiani in un libretto dalla copertina rossa.

Milano, Michele Caracciolo / TàG Press +41

Un Jack Russell è di guardia allo show room. In Largo Treves vicino al Tombon de San Marc a Milano c'è uno degli argentieri più conosciuti di Milano e con una lunga tradizione cinofila sempre di Jack Russell. I fratelli Roberto e Armando sono la seconda generazione di argentieri, figli di Marco, martinitt che rilevò l'attività di argentieri... la ditta esisteva già da prima ma sotto altri nomi. Nel 1936 ha iniziato a comprare la società e nel '39 è passata a Dabbene. Oggi è una di quelle rare botteghe artigiane in centro a Milano che conciliano uno showroom eccezionale con pezzi moderni e un laboratorio officina per le riparazioni anche di argenti antichi. I due fratelli, infatti, hanno passioni diverse e per certi versi complementari. Roberto è uno dei massimi esperti italiani di argenti antichi del Settecento e Ottocento tanto da essere stato più volte nominato perito dal Tribunale di Miano, mentre Armando è un accanito collezionista di fountain pen (stilografiche) e delle loro pubblicità nei periodici degli anni venti e trenta in Italia. Calamai, pennini, penne a sfere e matite di decenni or sono.

Argenteria moderna, antica e quindi restauro e riparazione di argentature. Si tengono anche lezioni e conversazioni di appassionati di antiquariato. In questi anni la terza generazione è sempre più inserita nell’attività di famiglia: Cristina, Marco e Armando.

Questo famiglia di argentieri custodisce inoltre una straordinaria raccolta di disegni preparatori che gli artigiani della bottega utilizzavano come riferimento contrattuale con i committenti di oggetti religiosi e non solo. Sono disegni talmente belli che l'Accademia di Belle Arti di Brera, poco distante da Largo Treves, pochi anni or sono ospito' una mostra dedicata.

Dabbene è una bottega storica riconosciuta come tale dal Comune di Milano.

 

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mercredi 12 mars 2014

Musique à la Réunion: la puissance du Maloya, Festival Liberté Métisse

Surnommé le blues réunionnais, le Maloya entre en 2009 à l’UNESCO. Ce style musical chargé de sens et de valeurs identitaires s’inscrit en 2014 dans l’agenda des îles Vanille.

La Réunion, par Joël A. Grandjean / TàG Press +41
Pour Hors Ligne Magazine N° 143/2014 (GB/F) - Site officiel

 

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Extrait d'une toile de Dominique Dijoux, artiste peintre et sculpteur réunionnais. Hommage au Maloya

En plein été austral, c’est toute entière, jusqu’à sa plus petite bourgade, que l’île de la Réunion vibre… La période est propice aux températures salvatrices et aux inévitables dépaysements qu’offre le concentré de ses paysages divers balayé par plus de deux cents micro climats. Aux tirades théâtrales, aux poésies déclamées, à l’éventail des richesses culinaires et des produits terroirs, répond l’incandescence des mélopées lancinantes du Maloya, un style musical fédérateur promis à une imminente reconnaissance internationale.

Visualiser les 5 pages de reportage.
Télécharger les 5 pages en pdf
Cover Hors Ligne N° 123

mercredi 5 mars 2014

Insolite! L’œnologue de la Réunion

Eté austral, climat tropical et pluviosité dense sont des défis lancés au domaine viticole du Chai de Cilaos où Laurent Barnavon, un chercheur ayant étudié à Neuchâtel, s’évertue à produire ses crus.

Cirque de Cilaos, La Réunion Par Joël A. Grandjean / TàG Press +41
Pour Le Cafetier, N° 2/2014 - 17 janvier 2014 - Site officiel.

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De décembre à mars, le temps des vendanges? Les vins réunionnais sont rares et ne risquent pas de débarquer sur les tables suisses. Non pas qu’il s’agisse de bouteilles inaccessibles en terme de prix, mais la majeure partie de la récolte est consommée sur place, principalement dédiée à une fête locale. D’autre part, l’isolement de ce territoire français d’Outre-mer, 70 kilomètres de long pour 50 de large, surgi volcaniquement en plein Océan indien il y a seulement 3 millions d’années, double déjà les coûts de production avant même que ceux d’une éventuelle exportation s’en mêlent. Lire la suite.

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La "Une" du journal.
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Voir l'album La Réunion.

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lundi 3 mars 2014

Suisse: fusion des communes: le concept inspirant des Îles Vanille

Aux portes de l’hiver, un détour par sept îles paradisiaques, sur fond de soleil permanent et de bleu marin profond, nourrit la réflexion sur le phénomène de fusion des communes. Sur fond de rêve et de bonne gouvernance.

Par Joël A. Grandjean / TàG Press +41
Pour Affaires Publiques N°4/2013 - S'abonner

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Saint-Denis, La Réunion. Elles ont toutes des noms qui fascinent, qui incitent au voyage et à la projection d’images magnifiques. Elles, ce sont La Réunion, les Seychelles, Mayotte, Madagascar, Maurice, les Comores et, depuis septembre 2013, les Maldives. Limite cartes postales, ces territoires courus des Suisses, sont synonymes de chaleur, de dépaysement, et de repos bien mérité. Pourtant, ces destinations de vacances ont toutes des fiertés nationales à défendre, et très souvent la compagnie aérienne nationale qui va avec, des intérêts particuliers à préserver, des acquis à faire valoir ainsi que… des systèmes politiques différents si ce n’est divergents.


Couverture du magazine N°4/2013.

Télécharger page 73 et page 74
Album photo

 

 

jeudi 27 février 2014

Recrosio, l'humour à abattre: "Chronique d'une suffisance annoncée"

Frédéric Recrosio est sur les scènes pour un nouveau spectacle? Et alors. Pan! La soupe est pleine, qu'on n'en parle plus, surtout qu'on n'en fasse plus tout un plat...

Par Joël Grammson / TàG Press +41

A l'heure où le premier café de la journée rime avec sain dépotage, voici que j'ai du me taper fin décembre, entre ce qui aurait du être une période bénie d'entre fêtes, les mornes et récurrentes diatribes de sieur Recrosio publiées dans Le Matin. J'ai failli transporter ma lecture régulière dans un endroit où, en raison du trône qui s'y trouve, le papier se prête à des usages bien plus existentiels, surtout plus utiles.

 

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Reste que, à défaut d'être drôles, ces chroniques d'un jour de trop, avaient au moins le mérite d'être fidèles au personnage, c'est à dire clairement autocentrées. «Je sais désormais que parler de soi n'est pas nécessairement un acte de narcissisme qui vous invalide au niveau du public…», osait-il sur swissinfo.ch. «Si quelqu'un se confesse, ceux qui l'écoutent vont forcément être embarqués» tentait-il de se convaincre façon méthode Coué. Ben non, justement, on passe son tour d’autant que ses égotrips dominés par des «moi-je» même pas drôles, rameutent toute une série de clichés sur la prise d'âge, focusée évidemment sur les déficiences sexuelles attribuées à la vieillesse. D'ailleurs, c'est toujours à ce niveau-là, en dessous de la ceinture, que cet auto proclamé de la drôlerie va puiser sa maigre inspiration. Du sous bigardisme de bas étage qui a heureusement l'effet de vous pousser coûte que coûte à vouloir revoir et réentendre l'original. Ou qui, pour les tous premiers degrés frappés d'abstinence chronique, à s'auto dégorger le poireau, histoire de se rassurer sur la vigueur de la bête, tant pis pour la femme de ménage… Epuisant!

Pas de quoi fouetter une chatte
Pourtant, à cause d'une perverse cascade de compromissions et de «petits arrangements entre amis», la promo de ce spectacle nous a été copieusement imposée. Certes, vu la saison, les médias étaient en mal d’invités intéressants. On a même entendu ce ratage de l'humour, récemment en couverture d’un journal de supermarchés, sur Couleur 3, c'est dire! Or donc, s'il n'y avait qu'une seule chose à retenir dans la pauvreté de son discours, et par conséquent dans son dernier spectacle, c'est sa capitalisation sur le fécond problème des troubles érectiles. On pourrait qualifier désormais cette affection de recrosite. Tant la seule vue de cet avatar – antidote à toute présence d’humour suisse sur les chaînes du reste de la planète francophone - vous garantit la plus sévère des débandades.

Soudain, j’ai un doute. Et si, ce qui lui donnerait au moins du sens, cet opportuniste de service avait bénéficié de l'aide sonnante et trébuchante de quelque enseigne pharma active dans la production de pilules bleues ou autres boosters de libido? Y aurait-il un sponsor caché, épris de verbes lourds et de causes perdues, derrière cet affligeant tour de piste? L’hypothèse paraît hasardeuse car elle impliquerait que le bougre soit doté d'habilité communicationnelle, ce dont il semble également dépourvu. Voyez-vous, ce qui est le plus tue-l’humour dans son étalage de platitudes, c'est que chacune de ses tirades s'accompagne d'une mimique d'autosatisfaction flagrante du genre «ça ne fait rire que moi et c'est déjà ça». Un genre de sourire satisfait qui ressemble au rictus libidineux du mâle après l'effort, inexorablement enclin à susurrer, «Alors, c'était bon?»

Faut-il interdire les spectacles de Frédéric Recrosio?
Oui, car au-delà du malaise révulsif qui se dégage de ses flux logorrhéiques, leurs nivellements par le bas sont des appels à la déliquescence intellectuelle. Ils sont dangereux, car ils assument leur inutilité. L'enfoncement des portes ouvertes dont ils font étalage transforme l'éclat de rire spontané en un spasme musculaire psychorigide. Avec tout ce que ça implique de courbatures. Il en va de la salubrité culturelle publique. Recrosio est à l'humour ce que l’éjaculation précoce est à l’amour, c'est à dire son pire ennemi. A fuir comme la peste car il fédère les réflexes les plus basiques, comme le sourire par ennui et inadvertance.

Au final, qu'il soit «vieux pas beaucoup mais déjà», c’est ainsi que s’intitule son dernier spectacle, on s'en tape. D'ailleurs, les jérémiades, c’est comme le talent, ça n’attend pas le nombre des années. Lui, sous prétexte d’autodérision, jouit d’une propension à se lamenter sur son presque futur sort. Dans le même temps, ses muqueuses figées tentent de vous faire le coup de la panne. Gros comme une maison, aussi superficiel qu'un lâcher facial. C’est une cure de bromure culturel ingurgité par une populace amorphe. Un désamusement romand régressif, à déconseiller, à déprogrammer, vivement…

Chanter et puis se taire

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Il n’y a pas de sous métier. Je l’aurais donc préféré garagiste. «Quand j'ai entendu Pierre Perret à 8 ans, j'ai eu un déclic. Je me suis dit qu'il était possible de faire un autre métier que celui de médecin ou de garagiste» confiait Recrosio sur Caprice TV. Côté maîtrise vocale, si le géniteur du «Zizi» n’a au moins jamais revendiqué la maîtrise du chant, il reste contrairement à un son pâle élève un alchimiste génial des paroles et des mélodies. Or Recrosio, en plus d’abuser de la parole, 'BOUGE ENCORE' et s’entête à évoquer sans complexe des «projets musicaux.» S’il se remettait à chanter, fuyez! N’allez pas gober l’intellectualisation de sa démarche «L'âme c'est un peu comme une vessie: au bout d'un moment il faut la soulager.» Ah, s’il pouvait aller pisser ailleurs et comprendre enfin que vouloir ajouter la musique à ses digressions textuelles ultimes pourrait définitivement me rendre méchant! Déjà que, pour écrire ces lignes, j’ai été contraint de me (re)farcir cette parodie de clip où, depuis sa baignoire, il se met en scène aux prises avec un zizi XXL. Que Youtube me pardonne, mais, côté masturbation, restons-en là…

dimanche 2 février 2014

Egypte: Soma Bay, à une encablure d'Hurghada

Par Vanessa Weill / TàG Press +41
Pour Banque & Finances N°114 - Mars/avril 2012

vign-sheraton-soma-bayAvec 362 jours de soleil par an, une mer réputée pour ses fonds marins et un héritage chargé d'histoire, l'Egypte, pays de l'hospitalité, se targue d'une destination encore peu connue mais répondant aux touristes les plus exigeants: joyau de la mer rouge situé à 45 kilomètres d'Hurgadha, Soma Bay est un domaine privé de 10'000 kilomètres carrés. Lire la suite.

S'y rendre? easyJet, au départ de Genève: 2 vols quotidiens pour Charm el Cheikh (dès CHF 40.45) et 2 par semaine pour Hurghada (dès CHF 42.45) excepté durant juillet et août. Valeur indicative pour un vol simple.

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mercredi 4 décembre 2013

Ile de la Réunion: le festival Liberté Métisse, quatrième édition

"Culture et Maloya, l’événement aux couleurs des Iles Vanille" 

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Du 19 au 22 décembre prochain à l’île de La Réunion, le Festival Liberté Métisse se déroulera sur le territoire de l’Etang-Salé-Les-Bains. Dans le cadre des festivités du 20 décembre qui symbolise l’abolition de l’esclavage.

Par Joël Grammson / TàG Press +41

Cérémonie majeure pour les Réunionnais, les festivités du 20 décembre célèbrent l’abolition de l’esclavage dans une île particulièrement en paix avec son Histoire, y compris avec ses pages les plus sombres. Placé sous le signe de la liberté et de la reconnaissance d’une culture métisse, ce festival accessible à tous a pour objectif de valoriser les valeurs fondamentales de la Réunion et des Iles Vanille que sont le respect, la tolérance, le métissage culturel, le mieux-vivre ensemble… Cet événement initié par La Région Réunion et organisé en partenariat avec l’île de La Réunion Tourisme (IRT) et les Iles Vanille, met pour la quatrième fois à l’honneur les racines, l’histoire, le métissage culturel de l’île dont elle est particulièrement fière. Au programme de ces 4 jours de festivités: concerts, expositions, dégustations culinaires et conférences…

La Réunion, un métissage culturel unique
Terre aux mille visages, l’île de La Réunion s’érige en symbole d’un métissage qui s’explique par ses quatre siècles d’histoire et la venue de peuples issus des quatre coins du monde (européens, malgaches, africains, indiens, chinois, comoriens). Un métissage culturel et ethnique qui fait de l’île une destination unique, surprenante autant par la diversité de ses paysages que par la coexistence harmonieuse qui règne entre des peuples de coutumes et de religions différentes.

Le festival Liberté Métisse est donc la représentation parfaite de La Réunion qui est fière de porter en héritage toute la force du métissage des peuples de l’océan Indien…

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Programmation musicale, arts métissés et pluriels
Cette quatrième édition haute en couleur, ouverte à tous les arts – des représentations théâtrales à la trentaine de concerts, en passant par cinq expositions, des conférences thématiques sur le métissage, des projections de courts-métrages – s’accompagnera d’animations et de dégustations culinaires réalisées dans 20 paillotes représentatives de ses cultures et de son histoire. A noter que l’événement se fait en collaboration avec les Iles Vanille, nouveau label ayant installé son siège à La Réunion, associant sept îles de l’océan Indien autour d’une même volonté de faire découvrir la richesse de leurs cultures.

Communiqué de presse, télécharger.
Informations - Actualités, news
Facebook page> Ile de La Réunion Tourisme (IRT)


Didier Robert accueille les Iles Vanille

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Président de la Région La Réunion, Didier Robert (g) a orchestré la venue exceptionnelle au festival Liberté Métisse d’invités d’honneur: le Mozambique, le Zanzibar, Haïti, l’Afrique du Sud et la Chine ainsi que les Iles Vanille, une association label qui regroupe l’Île de La Réunion, Maurice, Madagascar, les Seychelles, les Comores, Mayotte et les Maldives.


Musique Maloya, le blues réunionnais au patrimoine mondial de l’UNESCO. Le terme Maloya vient du mot malgache «maloy aho» qui signifie parler. Il est, avec le Séga, l’un des deux genres musicaux majeurs de l’île de La Réunion. Depuis le 1er octobre 2009, le Maloya, considéré comme le ‘blues réunionnais’ est classé au patrimoine culturel immatériel de l'humanité par l'UNESCO. Il s’agit d’un style musical doté d’une dimension cultuelle.
Ecouter et voir!


Ile de La Réunion Tourisme (IRT)

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Créé en 2007, le Comité Régional du Tourisme de La Réunion, l’Île de La Réunion Tourisme (IRT) a pour mission de mettre en œuvre les grandes orientations de la politique de la Région dans le domaine du tourisme. Dans le cadre de ses attributions, l’IRT participe également à la définition et à la mise en œuvre de la stratégie touristique départementale. La mission principale de l’IRT est de contribuer à la croissance du nombre de voyageurs qui arrivent à l’île de La Réunion avec un objectif: atteindre 600 000 touristes en 2015. Quelques chiffres: 2011 et 2012 ont été des années records en termes de fréquentation. Ainsi, près de 446 500 voyageurs ont été enregistrés en 2012, soit une progression de 6,2% par rapport à 2010. Pour servir ses ambitions, l’IRT concentre ses efforts autour de deux leviers principaux:
- Dessaisonaliser les arrivées: faire de l’île « un voyage d’émotions » toute l’année.
- Diversifier la clientèle: toucher de nouveaux marchés et élargir la typologie des voyageurs.
Forte de sa position géographique, l’île de La Réunion mène, depuis 2010, une coopération avec les autres îles de l’océan Indien (Les Seychelles, l’île Maurice, Madagascar, Mayotte, Les Comores, Les Maldives) autour d’un label: «Les îles Vanille». L’objectif de ce dispositif est de fédérer l’ensemble de ces îles en créant de véritables synergies inter-îles afin de promouvoir leurs richesses et de libérer le potentiel de développement économique des économies insulaires de l’océan Indien.

mercredi 16 octobre 2013

bloghorloger.ch, news: Günter Blümlein, hommage et souvenir

Par Joël A. Grandjean / TàG Press +41
Pour www.bloghorloger.ch - News sur l'horlogerie suisse

vignette_tagpress41_blumlein_gunterBientôt à Genève en janvier, le SIHH 2013. Qui doit beaucoup à un homme. Flash back. En 1980, deux compagnies n’avaient aucune idée de ce qu’elles allaient devenir. IWC et Jaeger LeCoultre. Leurs propriétaires invitèrent Günter Blümlein à leur chevet, d’abord comme consultant puis, dès 1982, comme directeur. Sous son ère, grâce à une série de montres-bracelets au design innovant en phase avec la tradition de la manufacture schaffhousoise, IWC a rapidement repris pied. Très vite, le nouveau directeur perçoit le retour de l’horlogerie mécanique ainsi que l’importance des complications. Lire la suite.

Horlogerie et cuir: destins mêlés et cousus main

par Joël A. Grandjean pour le magazine Hors-Ligne N°137 (automne 2012) - Voir la cover.
Article en français et en anglais.

vign-phase-de-luneEcrins en cuir label 'Phase de Lune'

L’histoire de l’horlogerie s’allie au cuir dès que le garde-temps se déplace de la poche au poignet. Hormis Tempvs Compvtare, seule marque horlogère empreinte de véganisme, d’autres marques en font usage…

Lire la suite en téléchargeant les pages 38, 39, 40, 41. Version F page 42.  

Marques, institutions et entreprises citées: Tempvs Compvtare, La Montre Hermès, Hermès international, Manufacture Vaucher à Fleurier, Parmigiani Fleurier, la Fondation Sandoz, Convention de Washinton (Cites), REACH (nouvelles normes européennes), Laboratoire Dubois à La Chaux-de-Fonds, ArtyA LuxuryArtPieces.

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jeudi 18 juillet 2013

Depuis Genève, le producteur Joël Grammson: L’artiste arrangeur Patche injustement mis en prison

Par l'Agence de presse TàG Press +41
(horlogerie, musique, Afrique)

02_Joel_G_Portrait_recentVous avez appris l'internement à la Maca de l'arrangeur Patche. Votre réaction?
JG: Je suis atterré, sans voix. Les bras m'en tombent. Un seul mot me vient à l'esprit, INJUSTE. Car enfermer quelqu'un de profondément honnête, de respectueux de la discipline, un être intègre et sensible autant que Patche, c'est clairement un abus. Ce grand artiste, ce grand bosseur, incarne à lui seul les valeurs nationales que sont Union, Discipine et Travail.

Depuis la Suisse, vous avez l'air d'être bien informé de ce qui se passe à Abidjan?
JG: Je suis natif de Daloa, on me surnomme le bété blanc même si j'ai vécu à Yamoussoukro. Une partie de mon coeur est en terre ivoirienne. De plus, en tant que journaliste et producteur, je suis de très près l'actualité à Babi.

A plus de 6'000 kilomètres de notre capitale, qu'est-ce qui vous fait penser que son déferrement à la Maca soit le fruit d'une cabale?
JG: Depuis plus de six ans maintenant, depuis le Gbonhi Yoyoyo dans lequel mon Label et moi-même nous nous sommes personnellement investis, je travaille avec celui que je considère que l'un des plus talentueux arrangeurs d'Afrique, chanteur lui-même, multi-instrumentiste, compositeur et, presque inévitablement, génial ingénieur du son. De son talent sont sorties des centaines d'heures de musique ivoirienne. La Côte d'Ivoire vient d'enfermer un monument culturel national, j'en suis bouleversé.

Votre émotion semble réelle. Mais de là où vous êtes, comment pouvez-vous être si sûr de son honnêteté?
JG: En six ans, on apprend à connaître une personne. Avec tous les visas que Patche a dans son passeport, en pensant à tous ceux qui en Suisse, en Europe ou dans d'autres pays d'Afrique suivent son travail et ont été touchés par son humilité, ceux qui savent qu'en pleine crise, alors qu'il venait d'obtenir un visa de plus, il renonçait à se déplacer pour rester auprès de sa famille… Je promets qu'un grand mouvement de solidarité va se mettre en place. Je peux vous assurer que j'ai suivi de près son combat pour lever des fonds pour son studio d'enregistrement. On l'accuse de faux? C'est un non-sens. Pourquoi se serait-il donné tant de mal, de travail et d'abnégation s'il lui suffisait de faire des faux?

Qu'auriez-vous envie de dire à ceux qui l'ont traîné en justice?
JG: Je leur dirais «Ecoutez sa musique, laissez-vous toucher par ses mots, sa positivité. Retrouvez votre paix intérieure, retirez votre plainte. Vous voulez lui prendre ce qui lui revient, sachez que vous ne parviendrez jamais à lui voler son talent.» Et quand je pense à sa famille, aux artistes et à tous ceux qui comptent sur lui, je leur dis encore «Vous n'aviez pas le droit, ce que vous venez de faire est une atteinte à la culture de votre pays

Finalement, hormis l'amitié que vous portez à Patche, vos affaires sont-elles touchées par ce qui lui arrive?
JG: Quand je pense qu'il dort à la Maca et que je dors dans un lit. Quand je pense au regard de son petit enfant, je trouve presque indécent de parler business. Mais puisque vous m'en donnez l'occasion, je vous réponds oui. Il m'est impossible de rester les bras croisés. Car si je ne tente pas de mettre en route la justice, ce sont les gens qui m'ont fait confiance qui pourraient se retourner contre moi. Je n'ai donc d'autre choix que de saisir mes avocats. Ils sont en train d'étudier les mesures à prendre.

En quoi des avocats suisses pourraient-ils être concernés par cette affaire ivoirienne?
JG: Certains droits et législations sont internationaux. Comme ceux qui se rapportent à la propriété intellectuelle. C'est très simple à comprendre. On peut voler des machines, des équipements. Mais lorsque ces équipements contiennent des données intimes ou commerciales qui sont directement liées à des personnes - auteurs, compositeurs, arrangeurs, musiciens - ou à des sociétés éditrices comme la mienne, Projo-Org, les voleurs s’attaquent sans le savoir à des valeurs qui les dépassent. La notion de préjudice devient universelle. Elle est facile à démontrer. Elle pourrait coûter très très cher aux auteurs du vol!

Quels messages envoyez-vous depuis la Suisse?
JG: D'abord je dis à Patche «Courage, tiens bon, on est ensemble!» Ensuite, j'ai confiance en la Justice de la Côte d'Ivoire. Patche, dans le différent qui l'opposait à son ancien employeur, avait été blanchi. Il aurait pu porter plainte, c’est un homme de paix, il ne l’a pas fait. Or la décision de Justice en sa faveur n'a pas été suivie d'effet. Pire, ceux qui auraient du s'y conformer se sont entêtés. Il est vital pour l'image de la Côte d'Ivoire de montrer au monde que même si on peut «taper très haut», que même si l'on est un Gbohni important, on n'a pas le droit de mettre un innocent en prison.

Lire l'article de Urbanpress du jeudi 18 juillet 2013.
Comprendre les dessous de l'affaire Patche sur Urbanpress

 

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samedi 29 décembre 2012

Bijou BusBy pour le Prix Veuve Clicquot de la Femme d’Affaires 2012

Par Vanessa Weill / TàG Press +41
Pour Tagpress41.info - News

vign-busby-veuve-clicquot-bijou-rectoLa marque BusBy Jewelry, enseigne suisse du sur-mesure joaillier, crée et offre un bijou spécialement conçu pour la gagnante du Prix Veuve Clicquot de la Femme d’Affaires 2012. Cette remise d'un bijou commémoratif, porteur de symboles et de souvenirs, est une première depuis le lancement du prix: un médaillon dont le recto reprend l'emblème de la Veuve Clicquot, l'ancre, sertie à la main de 99 diamants pour un rendu précieux et brillant. Pour le verso, côté intime, deux gravures ont été réalisées à la main: une grappe de raisin encerclée par une citation. La grappe de raisin est à l'origine du champagne et la vigne symbolise l'effort. Quant à la citation, elle est signée du poète anglais John Keats, contemporain de la veuve Clicquot: «A thing of beauty is a joy for ever». Un rappel au passé où luxe, savoir faire artisanal et lyrisme se mêlaient inconditionnellement, … et un appel au présent, celui de Bea Petri, Fondatrice et CEO de Schminkbar, la 14ème Suissesse récompensée. En hommage à Barbe Nicole Clicquot ¬ «La Grande Dame de la Champagne», le Prix Veuve Clicquot de la Femme d’Affaires célébre dans 17 pays des femmes d’affaires engagées, pour leur goût du risque, leur sens de l’innovation, leur réussite économique et leur engagement pour la responsabilité sociale.

mardi 18 septembre 2012

"Désormais vous serez cotraitants, parce que vous le valez bien"

Par Joël A. Grandjean / TàG Press +41
Pour Horlogerie-Suisse.com > Billet d'opinion et d'analyse "Minute, Précisions!"

 

co-traitantCe message s’adresse aux sous-traitants. Pardon, au co-traitants! Car à partir de la lecture de ces lignes, je suggère que le mot sous-traitance soit à jamais banni du vocabulaire horloger. Et j’en appelle aux internautes pour répandre cette bonne nouvelle…

L’idée n’est pas de moi, elle est de Kalust Zorik, co-fondateur des Journées Internationales du Marketing Horloger (JIMH). Au cours d’un de ces exposés dont il a le secret, il a eu ce trait de génie qui risque fort, avec votre appui de lecteur et de forumers de faire tâche d’huile. Et de changer les choses. Quelle révolution!

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jeudi 13 septembre 2012

Coupable déshumanisation

Par Joël A. Grandjean / TàG Press +41
Pour Horlogerie-Suisse.com > Billet d'opinion et d'analyse "Minute, Précisions!"

tagpress41-deshumanisation-singes-visuelBien que certains de leurs collaborateurs soient habilités à donner des conférences dans des salles à entrée libre, des entreprises horlogères ramènent tout au big boss, n’autorisant pas leurs personnels à s’exprimer aux journalistes ou aux passionnés. Verrouiller l’information ne signifie pas forcément qu’on la maîtrise...

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mercredi 12 septembre 2012

Horlogerie, le grand retour du classique

Par Joël A. Grandjean / TàG Press +41
Pour Magazine Hors-Ligne N° 135. 

tagpress41-moser-hors-ligne-horlogerieAvant la énième crise qui secoua l’horlogerie à l’orée de 2009, une certaine haute horlogerie différente s’est mise à réinterpréter les réflexes de lectures horaires au fil d’inventivités audacieuses et souvent tellement visibles qu’elles occasionnèrent des dénis de cadran. Ce phénomène de niche, né grâce à l’arrivée d’horlogers indépendants bardés de créativité et d’une grande maîtrise des arts manufacturiers, a même séduit les grandes enseignes, celles pour qui passé riche et assises historiques auraient dû suffire.

Télécharger le dossier. En anglais et français.

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mardi 17 juillet 2012

Paelo Festival, Nyon. «Ne me demandez plus le programme!»

Par Joel Grandjean-Grammson Photos : Elisabeth Ngo Ndjeng - Pour TàG Press +41

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La saison des festivals bat son plein. Après les semailles musicales et leurs éclectismes, la moisson nyonnaise transforme l’attente en rosée. Paleo a enfin ouvert ses portiques… La fête peut commencer.

Pour un bouquet de raisons, l’attente du Paleo Festival se transforme chaque année en véritable halètement. A parcourir les lieux les plus écartelés des grand-messes festivalières, le retour aux sources paléolitiques se fait chaque année plus attendu. Enfin les blessings de l’Asse et leurs poussières si familières.

Télécharger TÀG'NEWS en pdf.

Télécharger l'interview de Daniel Rossellat, en français ou en allemand.

www.paleo.ch - programme complet et artistes.

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samedi 14 juillet 2012

Daniel Rossellat se prête à l'interview "Questions de Temps", Paléo Festival

Propos recueillis par Joël A. Grandjean pour les magazines Heure Suisse + Heure Schweiz. Le 14 juillet 2012

Tracée à même les champs, la dernière ligne droite du Paléo Festival mène au plus grand raoût de juillet, devenu marque à part entière. On y adhère sans forcément se soucier du programme. Daniel Rossellat nous parle de temps et de durée.

TN-Rossellat-Daniel-2012

Daniel Rossellat, qui porte fidèlement sa Breitling à cadran bleu, n'a pas encore comme sponsor du Paléo Festival une marque horlogère. "Pendant le festival, c'est mieux de ne pas penser à l'heure. On n'a pas de montre, il faut vivre l'instant présent, sans se soucier du lendemain".

A 19 ans, il est animateur culturel. Il organise, avec quelques amis, ses premiers concerts au Folk-Club de l’Escalier qui devient, en 1975, l’association Paléo Arts & Spectacles, encore organisatrice aujourd’hui du Paléo Festival Nyon. Entre études d’ingénieur et stage de journaliste, Daniel Rossellat se professionnalise dans l’organisation de concerts. En 2007, il est élevé au rang de Chevalier de l’Ordre des arts et des lettres par le ministre français de la Culture. Citoyen engagé, il est élu au poste de syndic de Nyon le 30 septembre 2008. Hédoniste passionné de bonnes tables et de bons vins, il ne dédaigne pas pour autant les activités sportives et sa soif de grands espaces. Tour à tour animateur culturel, journaliste, fondateur et président de l’un des plus grands festivals d’Europe. Elu syndic de Nyon en 2008.

Télécharger l'interview, en français ou en allemand.

www.paleo.ch - programme complet et artistes.

 

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mercredi 16 mai 2012

Habitat: «Viens chez moi, j’habite un container!»

Par Joël A. Grandjean / TàG Press +41
Pour Affaires Publiques N°1/2012

vignette-Container-City-IILes plus vulnérables sont particulièrement frappés par la pénurie de logements à Genève. Noël Constant, président fondateur de Carrefour-Rue et homme de terrain, lance le débat des maisons container. Faisable et peu coûteux. Qu’on ne s’y méprenne pas! Sous ses allures de curé des rues emblousonné de cuir, d’insatiable révolté ou de personnage rescapé des cabosses de la vie, Noël Constant mène inlassablement un combat pétri de concrétude et saupoudré de résultats tangibles. Au point que cette figure indissociable de la rue et de la vie associative genevoises a l’oreille des puissants, qu’ils appartiennent aux sphères économiques ou politiques.

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Couverture du magazine Affaires Publiques N°1-2012.

mercredi 2 mai 2012

M.A.D.Gallery, Genève

1 mai 2012 — Par Rewriter-JAG / TàG Press +41
Pour le eNews magazine indépendant bloghorloger.ch (Prowatch.ch)

vign-bloghorloger-mad-gallery-max-busserLes friends de Maximilian Busser, fondateur de la marque MB&F et créateur des Horlogical Machines ne se limitent pas aux frontières de l’horlogerie. Ils viennent aussi des univers du design, de la fonctionnalité et d’une créativité qui s’inscrit dans la plus pure lignée d’un Tinguely. Ces coups de cœur cinétiques, ces Mechanical Art Devices (M.A.D), Max les a ramenés de ses voyages aux confins de la planète. Ils sont le fruit de son insatiable, zestée d’insolite et d’excellence. Lire la suite en ligne, télécharger en pdf.



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